Le porte di Forlì

La prima cinta muraria di Forlì fu di origine altomedievale ed è ad oggi difficilmente distinguibile.
È ipotizzabile si estendesse a difesa dell'attuale Borgo Schiavonia, lasciando invece l'Abbazia di San Mercuriale fuori dalla città.
Lo sviluppo della città e l'importanza assunta da Forlì a partire dal XII secolo rendono evidente l'esigenza di dotarsi di una nuova cinta difensiva, e nel nuovo ampliamento attuato nel 1100, viene inclusa l'Abbazia di San Mercuriale ed edificate quattro porte d'accesso.
Nel basso medioevo scomparvero varie Porte, come Porta Merlonia (a metà di corso Diaz), Porta Santa Chiara (su via Dandolo).
Nel corso del medioevo si aprirono e si serrarono altri varchi, ad esempio Porta Valeriana o Liviense (alla fine di via Battuti Verdi) che, attraverso un ponte non più esistente, collegava la città alla campagna di San Varano. Retaggio della più antica cerchia muraria tardoromana era anche la Porta della Rotta in via Palazzola.
L'impianto "a quattro porte" fu cristallizzato con Pino III Ordelaffi e Caterina Sforza, erigendo le ultime quattro porte da noi conosciute: Porta Cotogni (ad inizio di Corso della Repubblica), Porta Ravaldino (ad inizio di Corso Diaz), Porta San Pietro (ad inizio di Corso Mazzini) e Porta Schiavonia (Inizio Corso Garibaldi), l'unica superstite.
Le porte di Forlì
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